Ok, sali al terzo piano
poi una rampa di scale nel sottotetto, terzo abbaino a sinistra.
ecco dovresti essere arrivato.
![]()
Nome:
un fantastico esemplare di
Giusy
metà donna
metà mina vagante.
ATTENSCION PLIIIIS....
Questo sito si schiera contro la lettura a scrocco.
Se non vuoi che la vendetta di KAPPERO' ti colpisca a morte, lascia un commento al tuo passaggio.
GIU' LE MANI DAL NICHEL!
CITOFONARE GIUSY© e testi tutelati da diritto d'autore
LEGGE n248 18/08/2000
LordCrespo in inceppated Giusy
Bostoniano in inceppated Giusy
LordCrespo in inceppated Giusy
Bostoniano in inceppated Giusy
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Bostoniano in inceppated Giusy
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acerino in inceppated Giusy
LordCrespo in inceppated Giusy
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diciamocelo:
non c'è niente di più sensuale che accarezzare la mente di qualcuno
trovato in un Bacio PerGiusyna
cercare di allineare due poligoni
mentre uno starnuto ti deflagra cone un'atomica nei seni nasali
è un po' come spolverare in casa con il phon
allora, siccome che alle alle donne ci piacciono certi oggettini e se poi sono anche trendy e fighetti è anche meglio a quelli là ci viene l’idea di inventare giù un vibratore che ci metti la spina e lo colleghi all'i-pod
cioè, immagina che tu accendi l’i-pod e lui ti vibra al ritmo delle musiche che c’hai dentro
nell’i-pod
fin qui tutto bene, l’idea è caruccia
almeno finché una nell’i-pod c'ha roba tipo chessò i led zeppelin o i pink floyd che all’apice del pathos massimo massimo ci scappa un assolo alla jimi hendrix
ma metti che se lo compra una che ci piace marco masini?
che poi
in italiano sarebbe
Segalina Reale
segoléne royale
un nome, un cocktail
che la giusyna tutta garrula come un picchio viennese va da zara a fare lo ciopping di primavera che dopo il trekking nel deserto qualche chilino se l'è perso là tra i bricchi e allora aspetta che provo sti pantaloni e:
figo!!!!! guarda mi va di nuovo bene la small!!!!!!!!!!
ma poi la giusyna torna a casa e mentre è lì che legge internazionale le casca l'occhio su una simpaticissima notizia...
FENOMENO VANITIY SIZING.
Molte case di moda come Gap, H&M e Zara, mentono sulle taglie dei vestiti, soprattutto dei jeans, per lusingare i loro clienti.
Le etichette fasulle portano a una differenza, tra taglia reale e taglia percepita, di ben 7,7 centimetri.
giusto per la cronaca,
la giusyna che non dice mai di no alle usanze altrui, dopo il primo bicchiere di tè era già brachicardica, al secondo bicchiere pretendeva di insegnare la tarantella al varano del tuareg, al terzo bicchiere ululava alla luna convinta fieramente di essere nata fennec
quella sera, hanno dovuto rullarla di cartoni per metterla in tenda
kalìa che fa accendere il fuoco che fa il tè che la schiuma ci riempie i bicchieri che lo beve per primo, tre bicchieri il primo forte come un tuareg il secondo amaro come la vita il terzo dolce come l'amore
kalìa che conosce i segreti di tutte le erbe dell'altopiano che ha i genitori che sono nomadi e che sua madre ha le mani che curano ma questo ce l'ha un po' anche lui
kalìa che dice che per fortuna che ci siete, che venite qui, che noi abbiamo bisogno di voi che quando ci hanno chiuso le frontiere poi noi non abbiamo più avuto lavoro nè cibo nè speranza
kalìa che ama quel deserto ogni roccia ogni sasso ogni granello e salta come una gazzella su e giù come niente anche se sotto la jellaba è magro come un diciottenne ma di anni ne ha trentotto con una faccia da bambino e uno sguardo da grande uomo
kalìa che mangia un boccone di pane la mattina e poi più nulla fino alla sera
kalìa che prega lontano dietro a una roccia che parla con allah mentre allah è seduto sul sole
kalìa che ti aspetta al campo con un'aghâta al guinzaglio che è un animale da rispettare perché da lui discendono i tuareg e la accarezza e ci parla quell'arabo dolce e poi la libera che nessuno può tenere prigioniero un essere vivo e solo il vento e il sole a la pioggia possono tenere in mano il destino degli uomini
kjalìa
che non sa che ad algeri
due giorni dopo
sono arrivati i kamikaze
che poi la giusyna con ancora la sabbia nelle orecchie apre panorama del 12 aprile
arriva a pagina 90 e vede una certa pubblicità che vende abiti da uomo che per vendere quegli abiti da uomo usa un uomo ma mica un uomo qualsiasi no no un uomo in gessato molto maschio e ha capelli molto neri e occhi molto guardanti e sopracciglia molto alludenti e labbra molto carnose e lì proprio davanti al collo, appena sotto il mento,
che lo sguardo non può non collegare l'uomo alla scritta
BUCALO
ora, va bene tutto
ma si è reso conto il signor stilista Bucalo che il fatto che sotto si specifichi che si tratta di una Men's Collection 07 ha la rilevanza di una biglia dentro alla via lattea?
la mansardina, in algeria
che la sera si scaricano gli asini e si piantano le tende
che si mettono giù senza tanta fatica
che i picchetti non servono che ci butti dentro lo zaino e quello basta
che guardi fuori e il cielo diventa carta da zucchero poi blu poi nero
che il fuoco è acceso giù al campo e il mondo ti sembra che ti abbracci
che poi è subito notte
che ti sdrai a guardare le stelle
che ti viene voglia di chiudere gli occhi
che senti dei passi e lontano lo sciacallo che urla alla luna
e allora ti viene voglia anche a te di ululare alla luna
che poi non ti sembra neanche una cosa tanto strana
rispetto alle tante cose strane di ogni giorno
che se non fosse stato per l'over weight
io questo qui me lo ficcavo nello zaino
i tuareg sono blu sono bianchi sono ocra sono una tavolozza di colori di tutti i colori di arenaria
sono alti come cipressi millenari e hanno mani sottili come rami d'euphorbia
sono dolci che c'è già il deserto che ci mette la roccia che è dura e bollente e che taglia i piedi
quando parlano lo fanno sottovoce che non c'è bisogno di urlare e anche l'arabo non sembra neanche più arabo diventa un suono morbido quasi una cantilena
il loro sguardo ti cura l'anima se cadi ti aiutano se stai male ti curano se sei triste ti sorridono
e se sei felice accendono il fuoco e stanno lì con te a guardare le stelle e ti cuociono il pane sotto la sabbia e quel pane così semplice è così buono che non ti sembra neanche di aver mai mangiato pane prima d'ora
si muovono come ombre in mezzo al deserto leggeri anche quando il caldo diventa pesante e la sera ti raccontano della Sebeiba e si parla di musica di canti di donne di madri di uomini e bambini, di deserti e di fiabe, di chi era qui nel passato e di cosa verrà nel futuro
e di come si vive
lì
in prestito a una terra che non vuole donarsi

Barka è tuareg e per vivere porta la gente a camminare con lui
Barka è figlio d'arte, che è stato suo nonno Jebrine a portare qui Lhote che poi tutto il mondo ha saputo che esisteva il tassili
Barba ha le adidas sformate e un piede lo mette giù storto
Barka ha sempre lo stesso passo sotto il sole in salita, in discesa e mentre arrampica. un passo che fa flap flap flap flap flap
Barka non guarda il sentiero ma vede il vento tra le spine delle acace
Barka ha lo zainetto come un ragazzino ma di ragazzini ne ha già cinque
Barka non è bello, ha la pancia sotto la djellaba azzurra e il naso è un po' schiacciato
Barka ti ci metti dietro e gli cammini così nella sua ombra per sei ore e quando ti fermi non sei stanco
Barka quando fa freddo si mette il gilet e la sera davanti al fuoco non apre bocca ma gli sorride la faccia
e capisci che poi non c'è bisogno di dire nient'altro
quando gli occhi vedono così tanto in tutto quello
che a tanti
sembrerebbe nulla
20 chilometri al giorno su e giù per il tassili
uno stacco il primo giorno di 750 metri in due ore e mezza
293 pitture rupestri visionate
145 visioni della via crucis sotto forma di spiedini alla griglia
6 tuareg convertiti dalla cerimonia del tè alla scarpetta nel sugo dei bucatini
2 asini schiantati sotto il peso dei bigodini della giusy
e poi uno si domanda perché la giusyna oggi si sente un pochino fuori fase...